Il caffè di Seoul in cui sembra di entrare in un fumetto

Illusione ottica? Assolutamente no! A Seoul, in Corea del Sud, c’è un incredibile bar in cui sembra di entrare in un un fumetto, anche se è tutto…reale. Un locale molto piccolo, dal nome Café Yennam-dong, ispirato alla serie tv «W – Two Worlds», molto popolare in Corea, in cui i fumetti diventano realtà. Tavolini, sedie, lampadari, muri, tazze sono tutte realizzate in bianco con contorno nero, in modo tale che si crei l’illusione di un mondo a due dimensioni. E quando sul tavolo arrivano i dolci, il contrasto tra i colori sgargianti e l’arredamento è pazzesco. Guardare per credere!

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Street Art: l’immenso gatto blu nella strada più piccola di Porto

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Cosa nasconde la più piccola strada di Porto? Uno dei murales più grandi della città! Si tratta di Persepentico, un enorme gatto blu, realizzato dallo street artist spagnolo Liqen. L’opera, dal titolo ““El gato de cobalto o perspéntico” vuole mettere in evidenza come la natura è più forte di qualsiasi cosa l’uomo faccia ed è dimostrato da come, sulle spalle del gatto, ci sia una città. Basterà un suo leggero movimento per spazzarla via.

https://liqen.org/

Fools Travel – L’inverno in Finlandia

Siete in cerca di ispirazioni per delle mete invernali? Allora niente potrà soddisfare più della bellezza e della magia dei paesaggi finlandesi.

Lo scorso gennaio Fools Journal ha visitato Helsinki, la bellissima capitale affacciata sul Mar Baltico, e Jyväskylä, città del centro Finlandia famosa per la sua università e per aver dato i natali al celebre architetto Alvar Aalto. Paesaggi sospesi, ricoperti di neve e meraviglia, laghi e mari ghiacciati, edifici dai colori tenui, un’atmosfera rarefatta grazie anche a delle temperature medie di -20 gradi, musei all’avanguardia, architetture contemporanee, locali di design e alla alla moda.

Basta coprirsi adeguatamente e prendere un aereo: per il resto, la magia è servita!

Foto di Daniele Messina

Pillola#195 – Andrea Camilleri

Camilleri

“In questo momento è una fortuna essere ciechi… non vedere certe facce che seminano odio, che seminano vento e raccoglieranno tempesta. Le parole della senatrice Segre sono tutte da sottoscrivere. Stiamo perdendo la misura, il peso della parola, le parole sono pietre, possono trasformarsi in pallottole. Bisogna pesare ogni parola che si dice e far cessare questo vento dell’odio, che è veramente atroce e lo si sente palpabile intorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me stesso allo specchio. Siamo peggio degli animali che, almeno, hanno la fortuna di non parlare. Voglio morire con la speranza che si possa vivere in un mondo di pace. Il futuro è nelle mani dei giovani. Non disilludetemi». – Andrea Camilleri (29/10/2018 a Che Tempo Che Fa)

Foto del Giorno – Il ribelle palestinese che ricorda il dipinto di Delacroix

Foto Mustafa Hassona - Anadolu

Un ragazzo con in una mano la bandiera della Palestina e nell’altra una fionda. Si chiama A’ed Abu Amro, è un 20enne palestinese che protestava a Gaza per il blocco navale israeliano.  Una fotografia, scattata dal fotografo turco Mustafa Hassouna, che è diventata immediatamente iconica perché sembra incredibilmente ricordare il dipinto “La Libertà che guida il popolo” di Eugène Delacroix del 1829, con Marianne – personificazione della Francia e simbolo della Libertà – colta nell’attimo in cui, sventolando con la mano destra il Tricolore francese e impugnando con la sinistra un fucile con baionetta, lotta contro gli oppressori.

“Hipstory”: gli artisti in chiave hipster di Amit Shimoni

Vi siete mai chiesti che aspetto avrebbero oggi i più famosi artisti mondiali, se fossero ancora vivi? Se l’è domandato Amit Shimoni, illustratore di Tel Aviv, che ha realizzato una serie dal titolo “Hipstory” in cui ha ricreato l’aspetto di artisti come Frida Kahlo, Salvador Dalì, Vincent Van Gogh e Pablo Picasso in chiave hipster. Eccoli, dunque, con tatuaggi, AirPods, look super moderno. Vi piacciono?

https://www.hipstoryart.com/

Fools Travel – InstaTrip a New York

Fools Journal la scorsa estate è stato a New York. Tutti dovrebbero passare almeno un’ora della propria vita a New York. È il concetto stesso di “mondo” ad allargarsi improvvisamente: non esistono più razze, colori, barriere, tendenze. Oppure sì, è proprio il contrario. Esiste tutto, ma insieme, contemporaneamente, ognuno con le proprie peculiarità, ognuno che porta qualcosa di prezioso e insostituibile in questa grande pazza incredibile metropoli. In cui si passa dai grattacieli infiniti di Midtown alle piccole palazzine con le scale antincendio del Greenwich Village, dai negozi scintillanti della Fifth Avenue alle vie acciottolate dell’East Village piene di localini in cui entrano massimo 10 persone, dai rumori assordanti di sirene e cantieri ad un concerto improvvisato di jazz all’angolo della strada. Ecco alcune immagini!

Foto e testo di Daniele Messina

Pillola#194 – Alberto Angela

Alberto Angela

“Sono nato nel 1962. Non ho mai vissuto una guerra. Ho conosciuto la guerra fredda, il rischio di un conflitto, ma mai la guerra. Ho avuto la fortuna di vivere nel periodo più pacifico della Storia d’Europa. 70 anni di assenza di conflitti, a parte quello triste e cruento dell’ex Jugoslavia.
Io non so cosa significhi vivere sulla propria pelle le privazioni di una guerra: la fame, i bombardamenti, la morte dei tanti a cui vuoi bene. E non conosco, perché non l’ho vissuta, una dittatura. Non so cosa significhi vivere in un Paese che da un giorno a un altro vara le leggi razziali, in grado di modificare e stravolgere la vita quotidiana.
Leggi che fanno diventare improvvisamente il tuo vicino, il tuo negoziante che ogni giorno ti vende il pane, il tuo maestro, ma anche i tuoi genitori, e te stesso, cittadini diversi. Privati di tante libertà di base che noi consideriamo scontate.
Persone normali, dunque, come voi e come me, a cui la società chiude le porte senza appello. E tutto intorno a loro, a parte qualche eccezione, c’è solo indifferenza e silenzio.
Accadeva esattamente 80 anni fa, in un Paese come il nostro da sempre capace di accogliere a braccia aperte culture e religioni diverse.
Da quel momento chi ha un credo diverso entra nel mirino dei persecutori, viene prima individuato, poi discriminato e infine catturato e mandato in un campo di sterminio.
Io non ho conosciuto tutto questo, come gran parte di voi. Ma c’è sempre il rischio che i volti bui della Storia riappaiano. L’unico modo per evitarlo è conoscerla, la Storia.
Raccontarla. Perché con l’alternarsi delle generazioni tutto viene stemperato e gradualmente dimenticato. Rimane solo nei libri. Ma non basta. Sono pagine terribili, ma troppo aride.
E allora bisogna entrare in quelle pagine e farle parlare. Ritornare nei luoghi, ritrovare i portoni dove i nazisti hanno strappato mamme padri e bambini, salire nei vagoni per capire come hanno viaggiato per giorni infernali e infiniti, entrare nei campi di sterminio stringendoci a loro, nelle loro paure, nelle loro angosce, nel loro infinito amore per i cari dai quali erano stati separati, mostrando tutta la crudeltà inconcepibile di una macchina della morte messa a punto dai nazisti per cancellare la vita di milioni di persone. Capire come si cercava di sopravvivere, là dove la sopravvivenza non era prevista, e come tantissimi, la maggior parte, sono morti. Sono loro a chiederci di non essere dimenticati (ma come sarebbe possibile?) Per l’atroce destino che hanno subito. E anche perché il loro sacrificio possa salvare tanti innocenti in futuro.
Ad aiutarci, in questo, ci sono i sopravvissuti, coloro che hanno vissuto sulla propria pelle la deportazione e i campi di sterminio, facendoci capire realmente questi tragici eventi, con le loro parole, le loro testimonianze, le loro emozioni.
La memoria è il più potente vaccino contro gli abissi della Storia.”

Alberto Angela – 2018

Manchester: l’ingresso di uno showroom è ad illusione ottica

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Un pavimento storto, con buche e ondulazioni, all’entrata di un negozio? Sembrerebbe di sì, ma in realtà si tratta solo di una riuscitissima illusione ottica. Stiamo parlando dell’entrata dello showroom Casa Ceramica, a Manchester, che induce i passanti a rallentare per evitare di cadere. Ma in realtà non esiste nessun pericolo di caduta: il pavimento, composto da 400 piastrelle in porcellana, è opera di un gruppo di designer ed è liberamente ispirato ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”. A completare l’opera, l’artista inglese Myro Doodles ha realizzato sul muro laterale delle illustrazioni con delle citazioni dal libro “La Fabbrica di Cioccolato” di Roald Dahl e dal poema “This is the Place” di Tony Walsh per commemorare le vittime dell’attentato terroristico dello scorso maggio.