Banksy: a Calais il graffito pro-migranti che raffigura Steve Jobs

Dimostrando ancora una volta che l’arte può essere più potente delle parole, lo street artist Banksy ha appena realizzato nuovi importanti lavori a Calais, in Francia, e più precisamente nel campo profughi “The Jungle” che ospita temporaneamente oltre 7000 persone provenienti soprattutto da Siria, Afghanistan ed Eritrea. Tra questi nuovi lavori, che indagano il tema della migrazione, quello sicuramente più provocatorio vede raffigurato Steve Jobs, fondatore della Apple, morto nel 2011, nei panni di profugo: con sé ha una sacca sulla spalla e un computer Mac nella mano. Non è infatti un mistero che il padre di Jobs, Abdulfattah Jandali, fosse un migrante siriano arrivato negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale. “Pensiamo spesso che l’immigrazione sia un problema per il nostro paese e per le nostre risorse. Apple” – ha dichiarato Banksy – “è l’azienda con più profitti al mondo, paga più di 7 miliardi di tasse all’anno ed esiste soltanto perché ha accolto un giovane arrivato da Homs”. Accanto al pezzo, troneggia la scritta “Nessuno merita di vivere in questo modo!” e sul suo sito Bansky ha chiamato l’opera “Un figlio di migrante proveniente dalla Siria“.

http://banksy.co.uk/

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