La nuova attrazione di New York: “The Vessel”

New York ha una nuova attrazione: si chiama ‘The Vessel’ e si trova all’interno del nuovo complesso residenziale e commerciale Hudson Yards sull’estremo versante ovest della città. Alto 46 metri, dalla forma di nido d’ape, composto da 154 rampe di scale, 2500 gradini e 80 postazioni da cui si può guardare il panorama. La struttura è stata progettata dal designer inglese Thomas Heatherwick e sembra essere un intreccio di vasi sanguigni, ragion per cui il nome inizialmente scelto è stato proprio The Vessel. Già ribattezzata come “social climber”, la struttura – i cui pezzi sono stati costruiti in Italia (più precisamente a Monfalcone) si trova proprio al centro di Hudson Yards Plaza, la porta d’ingresso verso il gigantesco centro commerciale di quella che si può considerare una mini-città e metaforicamente il nuovo cuore pulsante di Manhattan.

Advertisements

Gli scatti architettonici di Tekla Evelina Severin

Tekla Evelina Severin è una fotografa e architetta svedese che unisce le sue due passioni realizzando degli scatti che immortalano, in maniera impeccabile, i dettagli architettonici degli edifici. Le sue foto, che rimarcano una forte gusto estetico, sottolineano forme, colori, ombre e contrasti di porte, finestre, muri, scale, giardini, mattonelle: il risultato è talmente potente che molte aziende e riviste architettoniche come Ikea e Elle Interior UK l’hanno chiamata a creare reportage per loro. Ecco una carrellata dei suoi migliori scatti.

http://www.teklaevelinaseverin.com/

“Carme Genesis”: l’installazione nella chiesa sconsacrata di Brescia

Ci sono ancora due giorni per visitare “Carme Genesis“, l’opera del duo artistico tedesco Quintessenz – formato da Thomas Granseuer e Tomislav Topic – famoso sia nella scena della street art che per le loro installazioni di puro colore. Ed è proprio il pure colore il protagonista della nuova opera: lunghe strisce di tessuto colorato che riempiono tutta la navata centrale della chiesta sconsacrata dei Santi Filippo e Giacomo, a Brescia. Gli spettatori, dunque, sono invitati a fruire l’opera a 360°. Grazie alla conformazione stessa dell’ampia navata ed alla presenza di un ballatoio, si potrà osservare e scoprire l’opera da angolazioni ed altezze diverse. Lo sviluppo verticale dell’opera, che partendo dal basso (quasi a toccare la pavimentazione) si innalza pian piano verso l’abside, sembra simboleggiare un ponte posto tra la terra ed il cielo, chiaro richiamo alla precedente destinazione d’uso dell’edificio. L’opera sarà visibile fino al 3 marzo 2019.

“Mirage Gstaad”, l’incredibile casa di specchi tra le montagne svizzere

A Gstaad, in Svizzera, il celebre artista multimediale Doug Aitken ha dato vita alla sua ultima spettacolare opera di land art: “Mirage Gstaad“, un casa a specchi dall’incredibile architettura che riflette il paesaggio circostante e si annulla in esso. La casa è la versione europea di altri due progetti già realizzati in passato in California e a Detroit: la forma è infatti quella dei tipici ranch americani, per una struttura sprovvista di porte e infissi, in cui le linee della casa riflettono e si confondono con l’ambiente circostante. L’effetto è spettacolare: l’opera rimarrà in piedi per due anni, in cui si documenteranno i vari modi di interagire della casa con i passaggi di stagioni, colori, luci e presenze umane.

https://www.dougaitkenworkshop.com/

“Glass Resort”: l’hotel di vetro nel cuore della Lapponia

A poche miglia dal Circolo Polare Artico, nascosto nella capitale della Lapponia, c’è un villaggio di 24 baite molto pittoresche pronte a tenere gli ospiti al caldo. Situato a Rovaniemi, si chiama “Glass Resort” e rappresenta una nuova destinazione esclusiva per i viaggiatori che desiderano immergersi nella meraviglia del paesaggio nordico, rimanendo però all’asciutto in un posto bello e accogliente.

Il progetto è stato curato dallo studio VOID Architecture che, insieme al produttore finlandese Honkatalot, ha creato mini-appartamenti da 40 metri quadrati che ricreano le forme dell’igloo tradizionale, massimizzandone però lo spazio interno: ogni cabina  comprende infatti una zona soggiorno, una piccola cucina, un soppalco con vista sul paesaggio, una jacuzzi privata all’aperto e una sauna.

La particolarità, comunque, è che sia la zona giorno che la zona notte sono esposte ad una parete e ad un soffitto a vetri, in modo che gli ospiti possano immergersi nella foresta finlandese e a tutto ciò che essa comprende: nevicate, cieli stellati e – soprattutto – l’aurora boreale.

Il “Glass Resort” è aperto da Settembre ad Aprile. Ogni cabina può ospitare fino a 4 ospiti e il prezzo parte da € 450 a stanza.

Parigi: la stazione metro abbandonata diventa un ristorante

Lì dove al momento c’è una stazione della metropolitana abbandonata, presto nascerà un ristorante super moderno dal nome “Terminus“. Succede a Parigi, dove è in atto un progetto di riqualificazione delle stazioni metro abbandonate grazie al concorso Réinventer Paris 2: il primo progetto approvato è proprio quello di un ristorante sotterraneo che prenderà il posto della stazione Croce Rossa, ex capolinea della linea 10 tra Sèvres-Babylone e Mabillon. L’apertura al pubblico dovrebbe essere nel 2021.

terminus 1terminus 2terminus 3terminus 4

Washington: l’installazione “prismatica” di Hou De Sousa

Si chiama “Prismatic” l’affascinante installazione scultorea realizzata dallo studio di architettura e design Hou de Sousa, che attualmente si trova presso il Senator H Charles Percy Plaza a Washington DC. Descritta come “un’esperienza caleidoscopica di luce, colore e spazio”, il progetto presenta nove forme geometriche incorniciate in un reticolo di acciaio nero e avvolte in corde fluorescenti che creano motivi ondulati e ripetitivi. Muoversi attraverso le sculture dà l’effetto di una superficie in movimento. Il lavoro è abbastanza leggero per essere trasportato facilmente (la struttura è stata assemblata a Brooklyn), ma abbastanza robusta da resistere ai cambiamenti climatici.

linstallazione-fluorescente-di-hou-de-sousa-collater.al-3linstallazione-fluorescente-di-hou-de-sousa-collater.al_linstallazione-fluorescente-di-hou-de-sousa-collater.al-1linstallazione-fluorescente-di-hou-de-sousa-collater.al-4linstallazione-fluorescente-di-hou-de-sousa-collater.al-5

Il caffè di Seoul in cui sembra di entrare in un fumetto

Illusione ottica? Assolutamente no! A Seoul, in Corea del Sud, c’è un incredibile bar in cui sembra di entrare in un un fumetto, anche se è tutto…reale. Un locale molto piccolo, dal nome Café Yennam-dong, ispirato alla serie tv «W – Two Worlds», molto popolare in Corea, in cui i fumetti diventano realtà. Tavolini, sedie, lampadari, muri, tazze sono tutte realizzate in bianco con contorno nero, in modo tale che si crei l’illusione di un mondo a due dimensioni. E quando sul tavolo arrivano i dolci, il contrasto tra i colori sgargianti e l’arredamento è pazzesco. Guardare per credere!

seoul-bar-cartoon-1seoul-bar-cartoon-2seoul-bar-cartoon-3seoul-bar-cartoon-4seoul-bar-cartoon-5seoul-bar-cartoon-6seoul-bar-cartoon-7seoul-bar-cartoon-8seoul-bar-cartoon-9seoul-bar-cartoon-14seoul-bar-cartoon-15seoul-bar-cartoon-17seoul-bar-cartoon-19

Fools Travel – InstaTrip a New York

Fools Journal la scorsa estate è stato a New York. Tutti dovrebbero passare almeno un’ora della propria vita a New York. È il concetto stesso di “mondo” ad allargarsi improvvisamente: non esistono più razze, colori, barriere, tendenze. Oppure sì, è proprio il contrario. Esiste tutto, ma insieme, contemporaneamente, ognuno con le proprie peculiarità, ognuno che porta qualcosa di prezioso e insostituibile in questa grande pazza incredibile metropoli. In cui si passa dai grattacieli infiniti di Midtown alle piccole palazzine con le scale antincendio del Greenwich Village, dai negozi scintillanti della Fifth Avenue alle vie acciottolate dell’East Village piene di localini in cui entrano massimo 10 persone, dai rumori assordanti di sirene e cantieri ad un concerto improvvisato di jazz all’angolo della strada. Ecco alcune immagini!

Foto e testo di Daniele Messina