Le scalinate colorate della Galleria Nazionale d’Arte di Varsavia

Era il 2006 quando l’artista polacco Leon Tarasewicz ha ricoperto le scalinate interne della Zacheta Gallery – la Galleria Nazionale d’Arte di Varsavia – con un caleidoscopio di colori. Utilizzando l’edificio come una tela, Tarasewicz ha letteralmente spruzzato della vernice, a mo’ di Pollock, sulla sua bellissima scalinata classica. Anche se può sembrare spontaneo e casuale, il pezzo site-specific in realtà trasmette una composizione equilibrata e ben congegnata. Le tre rampe di scale, infatti, sono state dipinte ognuna con un colore di base diverso (blu, rosso o giallo) in modo tale che, nel loro punto di incontro, i colori si amalgamano insieme ad effetto cascata. Top!

https://pl.wikipedia.org/wiki/Leon_Tarasewicz

La Piramide del Louvre scompare: le magie della street art di JR

Lo street artist JR è riuscito a regalarci, in quel di Parigi, un’altra delle sue magiche opere d’arte. Questa volta ha preso di mira la Piramide di vetro che svetta di fronte al Museo del Louvre: ha coperto, infatti, la sua facciata con una serie di stampe che ricreano – in bianco e nero – la facciata originale del museo. Il colpo d’occhio è meraviglioso: la Piramide sembra scomparire, e l’illusione ottica ci porta a vedere il Louvre come se ci trovassimo improvvisamente in una foto in bianco e nero. L’installazione, dal titolo “JR au Louvre”, spinge i visitatori ad usufruire dello spazio in modo diverso, in quanto ridisegna l’intero immaginario esistente dietro un landmark icononico come quello del Louvre e addirittura ne “elimina” un altro come la Piramide. Se vi trovate a Parigi, c’è al prossimo 27 giugno per vedere dal vivo l’opera.

http://www.jr-art.net/

L’Italia dice sì alle unioni civili e Roma si tinge di colori rainbow!

Ieri, mercoledì 11 maggio 2016, è stata una giornata storica per l’Italia poiché è stata finalmente approvata la legge sulle unioni civili che dà finalmente diritti alle coppie omosessuali e alle coppie di fatto. Per celebrare, Roma si è tinta dei colori rainbow: la facciata del Colosseo e della Fontana di Trevi sono state infatti arricchite da installazioni luminose sul tema dell’amore e della libertà di amare. #LoveWins!

Banksy in mostra a Roma con 150 opere!

Mostra Banksy Roma

La notizia è da urlo: dal 24 maggio Roma ospiterà la più grande mostra mai realizzata al mondo su Banksy. Dal titolo “War, Capitalism & Liberty“, la mostra sarà visitabile fino al 4 settembre presso il Museo Fondazione Roma, a Palazzo Cipolla, in via del Corso, a cura di Stefano Antonelli e Francesca Mezzano, fondatori di 999Contemporary, e di Acoris Andipa, della Andipa Gallery di Londra. Le opere esposte saranno 150, provenienti da collezioni private, comprese numerose copertine di dischi.

Banksy è in assoluto il Re della street art: sempre discusso, la sua identità è a tutt’oggi ignota (anche se l’Università Queen Mary pare lo abbia identificato nella persona di Robin Gunningham), si sa solo che è nato a Bristol e che sia probabilmente classe 1973. Al di là di tutto, ciò che parla sono i suoi lavori: iconici, potenti, costantemente attraversati da tensioni politiche, sociali, umane e condite dal fascino indiscusso della poesia. Il fine ultimo della sua produzione artistica è dare voce alla masse, a chi non viene ascoltato, agli ultimi, ai dimenticati. E la sua voce è potentissima.

Da notare, inoltre, che il Museo Fondazione Roma apre per la prima volta alla street art. La mostra sarà divisa in tre aree tematiche (guerra, capitalismo e libertà) e prevede un grande spazio educativo pensato per le visite scolastiche e uno, più piccolo, dedicato agli adulti.

L’installazione fluttuante dei MAD Architects a Milano

Durante la Milan Design Week, lo studio MAD Architects ha concepito un’installazione dal titolo “Invisible Border” che esplora nuovi modi di dialogare con lo spazio circostante. Realizzata all’interno dell’Università Statale di Milano, negli spazi del Cortile D’Onore, l’opera è composta da un velo in polimero fluttuante che rappresenta un gesto artistico, oltre che architettonico, in quanto non segue logiche e forme funzionali, ma sembra plasmato da elementi naturali come la forza del vento o il fluire dell’acqua. Ed è proprio il vento che, attraversandolo, genera un suono inatteso ed originale. Inoltre, la composizione del velo fa sì che possa riflettere le sfumature del cielo, sia nelle ore diurne che in quelle notturne, reinventando anche cromaticamente la classicità del Cortile d’Onore, che viene dunque reinterpretato ed arricchito da questa opera. Top!

Roma, street art: la stazione Nomentana diventa una galleria a cielo aperto

La Stazione Nomentana di Roma è diventata una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto grazie al progetto “Arte in stazione e città a colori“, che pian piano trasformerà 120 stazioni ferroviarie della periferia di Roma e provincia da zone grigie e sporche in spazi colorati e accoglienti. Ideatore è Francesco Galvano, ex ferroviere che in questo modo omaggia quelle stazioni in cui ha lavorato per una vita: come dice lui stesso, “la mission è creare un museo all’aperto fruibile a tutti, cittadini e turisti”. Le opere sono il risultato del lavoro condiviso di famosi street artist e dei Pittori Anonimi del Trullo, grazie all’aiuto della NSA (Nucleo di Sicurezza Ambientale) e della RFI. Love it!

 

Fotografia: Helmut Newton in mostra a Venezia

C’è tempo fino al 7 agosto per visitare la mostra “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes” allestita a Venezia, negli spazi de La Casa dei Tre Oci. L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti, è frutto di un progetto nato per volontà di June Newton, vedova del grande fotografo e raccoglie oltre 200 immagini provenienti da White Women, Sleepless Nights eBig Nudes, i primi tre libri di Newton pubblicati alla fine degli anni ‘70, volumi oggi considerati leggendari. In White Women, pubblicato nel 1976, Newton introduce per la prima volta il nudo e l’erotismo nella fotografia di moda. Sono ancora le donne, i loro corpi e gli abiti, i protagonisti di Sleepless Nights, pubblicato nel 1978. In questo caso, però, Newton si avvia a una visione che trasforma le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage quasi da scena del crimine. I 39 scatti in bianco e nero di Big Nudes inaugurano invece una nuova dimensione della fotografia umana: quella delle gigantografie che, da questo momento, entrano nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Da non perdere!

http://www.treoci.org/

 

Molenbeek: apre il primo museo 2.0 d’Europa

Un museo come un’opportunità per il territorio. A Molenbeek, quartiere di Bruxelles tristemente noto negli ultimi tempi in quanto epicentro del terrorismo islamico, sta per essere inaugurato il MIMA – Millenium Iconoclast Museum of Art – un museo di arti visive che conterrà tutto ciò che propone la cultura urbana contemporanea: opere di street art, video arte, fumetti e cultura hip hop e skater. L’inaugurazione, prevista domani 15 aprile, sarà un modo per ridare dignità ad una zona denigrata. Si tratta, infatti, del primo museo europea del suo genere, e nasce in una vecchia fabbrica di birra Beellevue che si affaccia sul Canale di Bruxelles e avrà a disposizione più di mille metri quadrati dove esporre le proprie opere.

http://www.mimamuseum.eu/

Palmira, cosa rimane dopo l’Isis

Com’è la città di Palmira dopo 10 mesi di occupazione da parte dell’ISIS? A raccontarlo ci ha pensato l’Afp, la prima testata straniera a entrare nella città siriana liberata, che grazie alle fotografie di Joseph Eid e al testo di Maher Al Mounes ci ha mostrato cosa rimane – e in che stato – del celebre sito archeologico nordafricano. Come dice lo stesso autore dell’articolo: “All’improvviso mi ritrovo nel celebre teatro romano di Palmira. È ancora in piedi. Sul mio viso si disegna un ampio sorriso di sollievo. Ma il sorriso sparisce poco dopo, quando scopro che l’Arco di trionfo è stato totalmente distrutto. Mi dirigo poi verso quello che un tempo era il tempio di Baal. Un’opera architettonica di enorme importanza, che mescolava gli stili greco, romano e mediorientale. Non ne rimane che un cumulo di pietre che si scaldano sotto il sole di mezzogiorno. Alcuni fiori gialli hanno invaso i detriti. Ed è solo l’inizio. Le torri funerarie sono state parzialmente demolite. Quasi dappertutto sono state abbattute delle colonne. Ma molte sono ancora in piedi, testimoni di tutto quello che è successo qui. Tutto sommato la gioia prevale sulla tristezza. I danni sono pesanti, ma il sito archeologico è sopravvissuto. Festeggio questa constatazione nell’unico modo possibile in questo momento: con un autoscatto. Sorrido con il mio cappellino dell’Afp e fotografo me stesso in mezzo alle rovine”.