Beyoncé, arriva “Lemonade”

BEYONCE - LEMONADE

Solo all’inizio della scorsa settimana Beyoncé aveva annunciato un “World Premiere Event”, dal titolo “Lemonade“, che sarebbe stato trasmesso dalla rete americana HBO sabato 24 aprile. L’evento, a sorpresa, era la pubblicazione del suo nuovo album, il sesto da solista, arrivato a sorpresa come il lavoro precedente e, sempre come il lavoro precedente, si tratta di un visual album. “Lemonade”, oltre ad essere composto da 12 tracce, è infatti anche un film, dalla durata di un’ora, in cui musica, letteratura e videoarte si uniscono per raccontare la storia dell’emancipazione di una donna dopo un tradimento: attraversa le fasi dell’intuizione, della rabbia, del dolore, per poi arrivare  al perdono e, nuovamente, all’amore. Il racconto visivo, in realtà, diventa metafora dell’emancipazione di tutte le donne, “un cammino verso la conoscenza di sé e la guarigione”, con richiami alla cultura afro-americana e alla storia recente: nel film, infatti, si ascoltano le parole di Malcolm X, vediamo le madri di Trayvon Martin e Michael Brown, vittime degli episodi di violenza di Ferguson, ammiriamo Serena Williams, icona del tennis contemporaneo, spesso criticata per il suo aspetto esteriore, e ascoltiamo i versi di Warsan Shire, poetessa somalo-inglese che mette al centro delle sue poetiche l’immaginario femminista e l’emancipazione dei deboli. Un album forte, dal punto di vista di contenuti, ma anche dal punto di vista musicale: come non mai, Beyoncé ci mostra perché è considerata l’artista più brava della sua generazione, riuscendo a spaziare su diversi stili e dando ad ognuno di essi il giusto tocco artistico. Dalla raggeaggiante “Hold Up” alla rockeggiante “Don’t Hurt Yourself”, in cui compare Jack White, per passare al meraviglioso inno black “Freedom”, composto a quattro mani con Kendrik Lamar, al country di “Daddy Lesson” e alle note più contemporanee di “Hold Up”, realizzata con Diplo. Saltano agli occhi le numerose collaborazioni: oltre ai già citati duetti con Jack White e Kendrik Lamar, l’album contiene pezzi con The Weeknd, James Blake, samples presi da canzoni degli Animal Collective, Yeah Yeah Yeahs, Led Zeppelin e Andy Williams. E poi una chicca: il titolo, “Lemonade”, si riferisce ad un detto di Hattie, la nonna di Jay Z: “Se la vita ti dà dei limoni, fatti una limonata“ – in altre parole, trasforma il dolore in piacere. Un disco sorprendente, che alza ulteriormente l’asticella qualitativa a cui la cantante di Houston ci ha abituati: come lei, nessuno.

Let’s Get Visual – Letture imbarazzanti in metro!

Cosa accade se in metropolitana qualcuno sta leggendo, proprio davanti ai nostri occhi, dei libri dal titolo decisamente imbarazzante? Qualcosa come: “Esercizi per allungare il pene”, “Come scoreggiare in pubblico”, “Assaggiare il sedere in modo semplice” e “I 1000 luoghi da visitare prima di essere giustiziato dall’ Isis”? Ci ha pensato il comico Scott Rogowsky, che con il progetto “Subway Reading” ha testato le reazioni dei passeggeri. Ecco il video!

“Loving Vincent”: le opere di Van Gogh diventano un lungometraggio su tela!

I quadri di Vincent Van Gogh diventano un lungometraggio. Come? Grazie ad un team di oltre 40 artisti che – per omaggiare la sua poetica – hanno composto 56mila immagini dipinte nel suo stile: le scene sono state prima girate con degli attori reali e poi, nello studio di Danzica, in Polonia, dove ha sede lo studio, i filmati sono stati dipinti su tela. Il risultato finale è “Loving Vincent” il primo lungometraggio interamente dipinto su tela. Un mix di tecnologia, arte e pittura che – già dal trailer – fa girare la testa per la meraviglia. Il film è stato prodotto dallo studio “Breakthru productions”, disegnato dalla pittrice e regista Dorota Kobiela e diretto da Hugh Welchman, già vincitore nel 2008 del premio Oscar con il corto animato “Pierino e il lupo”.

Loving Vincent

Let’s Get Visual – I baci tra arabi e israeliani contro la censura

La rivista isrealiana Time Out Tel Aviv ha realizzato un video, già virale, in cui sei coppie composte da arabi ed ebrei si baciano appassionatamente. Lo scopo è protestare contro la decisione del Ministro dell’Istruzione di escludere dalla lista delle letture consigliate alle scuole superiori Borderlife di Dorit Rabinyan: un romanzo che racconta di un amore tra una donna ebrea israeliana e un uomo musulmano palestinese. La rivista ha dunque pensato di unire persone appena conosciute, amici ed amanti, per il video il cui messaggio è “Ebrei e arabi rifiutano di essere nemici”.

 

Let’s Get Visual – “Sono musulmano. Mi abbracci?”

Parigi, Place de la République: un ragazzo, bendato, ha un cartello ai suoi piedi con su scritto: “Sono musulmano, mi è stato detto che sono un terrorista. Io mi fido di te, ma tu ti fidi di me? Se sì, abbracciami“. La reazione dei parigini è stata meravigliosa: centinaia di passanti hanno abbracciato il ragazzo, per un messaggio semplice ma che deve essere chiaro: non confondere l’Islam con i terroristi dell’Isis. Chapeau.

Hug