“Filling Spaces”: l’installazione che rende visiva la musica

Si chiama “Filling Spaces” l’installazione artistica attraverso la quale Federico Picci, graphic designer fiorentino, ha provato a rendere visiva la musica. Come? Attraverso bolle color cipria che fuoriescono delicatamente da un pianoforte, da un grammofono e da un busto e riempiono in maniera eterea la stanza, rendendo materiale la percezione dei suoni. L’artista ha spiegato il progetto così: “Da quando mi sono avvicinato alla musica qualche anno fa prendendo lezioni di pianoforte, mi sono chiesto come potremmo percepire la musica se la potessimo vedere, o toccare. È stato questo il tema centrale che mi ha spinto in questo ultimo lavoro a voler mostrare come possa il suono riempire uno spazio e giocare con ciò che incontra”.

https://www.behance.net/federicopicci

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Pillola#179 – Prince

Prince

“Quando un giorno sfumerà nell’ultimo giorno dei tempi potrò dire di desiderare di averti tra queste braccia, E quando la notte cadrà su quel giorno, piangerò. Piangerò lacrime di gioia perché dopo di te, tutto ciò che si può fare è morire.” – Prince (Minneapolis, 7 giugno 1958 – Chanhassen, 21 aprile 2016)

Beyoncé, arriva “Lemonade”

BEYONCE - LEMONADE

Solo all’inizio della scorsa settimana Beyoncé aveva annunciato un “World Premiere Event”, dal titolo “Lemonade“, che sarebbe stato trasmesso dalla rete americana HBO sabato 24 aprile. L’evento, a sorpresa, era la pubblicazione del suo nuovo album, il sesto da solista, arrivato a sorpresa come il lavoro precedente e, sempre come il lavoro precedente, si tratta di un visual album. “Lemonade”, oltre ad essere composto da 12 tracce, è infatti anche un film, dalla durata di un’ora, in cui musica, letteratura e videoarte si uniscono per raccontare la storia dell’emancipazione di una donna dopo un tradimento: attraversa le fasi dell’intuizione, della rabbia, del dolore, per poi arrivare  al perdono e, nuovamente, all’amore. Il racconto visivo, in realtà, diventa metafora dell’emancipazione di tutte le donne, “un cammino verso la conoscenza di sé e la guarigione”, con richiami alla cultura afro-americana e alla storia recente: nel film, infatti, si ascoltano le parole di Malcolm X, vediamo le madri di Trayvon Martin e Michael Brown, vittime degli episodi di violenza di Ferguson, ammiriamo Serena Williams, icona del tennis contemporaneo, spesso criticata per il suo aspetto esteriore, e ascoltiamo i versi di Warsan Shire, poetessa somalo-inglese che mette al centro delle sue poetiche l’immaginario femminista e l’emancipazione dei deboli. Un album forte, dal punto di vista di contenuti, ma anche dal punto di vista musicale: come non mai, Beyoncé ci mostra perché è considerata l’artista più brava della sua generazione, riuscendo a spaziare su diversi stili e dando ad ognuno di essi il giusto tocco artistico. Dalla raggeaggiante “Hold Up” alla rockeggiante “Don’t Hurt Yourself”, in cui compare Jack White, per passare al meraviglioso inno black “Freedom”, composto a quattro mani con Kendrik Lamar, al country di “Daddy Lesson” e alle note più contemporanee di “Hold Up”, realizzata con Diplo. Saltano agli occhi le numerose collaborazioni: oltre ai già citati duetti con Jack White e Kendrik Lamar, l’album contiene pezzi con The Weeknd, James Blake, samples presi da canzoni degli Animal Collective, Yeah Yeah Yeahs, Led Zeppelin e Andy Williams. E poi una chicca: il titolo, “Lemonade”, si riferisce ad un detto di Hattie, la nonna di Jay Z: “Se la vita ti dà dei limoni, fatti una limonata“ – in altre parole, trasforma il dolore in piacere. Un disco sorprendente, che alza ulteriormente l’asticella qualitativa a cui la cantante di Houston ci ha abituati: come lei, nessuno.

Il ritorno di Beyoncé con “Formation”, un inno alla cultura black

Sono bastati due giorni e Beyoncé ha di nuovo stupito il mondo intero. In ordine: sabato sera, a sorpresa, ha pubblicato il video del suo nuovo – potentissimo – singolo “Formation”; domenica sera, si è esibita all’Halftime Show del Superbowl, in una leggendaria performance insieme ai Coldplay e a Bruno Mars; subito dopo, ha annunciato le date del suo nuovo tour mondiale, che avverrà (per la prima volta) negli stadi e che toccherà anche l’Italia (Milano, il 18 luglio).

Il singolo, “Formation“, è un vero e proprio inno alla black culture: inizia con una domanda, “Che cos’è successo dopo New Orleans?”, riferendosi all’uragano Katrina del 2005, e tocca temi rilevanti che la pongono come icona del Black Lives Matter, il movimento statunitense nato per protesta contro le violenze della polizia nei confronti dei neri. Ambientato proprio a New Orleans, e diretto da Melina Matsouka, il video ripercorre biograficamente la vita della cantante: “Mio papà è dell’Alabama, mia mamma della Louisiana, mescoli il negro col creolo e fai una bandiera texana (cioè Beyoncé stessa, nata a Houston). Mi piacciono i capelli della mia bambina, coi capelli da bambina e la pettinatura afro. Mi piace il mio naso negro con le narici dei Jackson 5” fino alla iconica frase “I got hot sauce in my bag”: la maggior parte delle donne nere sa che, se vuole un po’ di gusto nella vita, deve portarsi dietro una bottiglia di salsa chilli poiché nei ristoranti gli servirebbero il Tabasco. Il video chiude con una richiesta specifica di “formazione”, uguaglianza e rispetto: “Smettetela di spararci” è il concetto espresso, sottolineato dalla ripresa di un graffito e rafforzato dalla scena in cui un bambino balla di fronte ad una fila di poliziotti schierati in tenuta antisommossa, che alla fine alzano le mani. E Beyoncé, nel frattempo, affonda sul tetto di una macchina della polizia di New Orleans.

Si tratta del video più politico che la cantante abbia mai realizzato, supportato da una traccia urban ed ipnotica che pone l’attenzione più sul messaggio che sulla voce dell’artista. Vocals quasi parlati, ruvidi, che ci mostrano un suo lato più maturo ed orgogliosamente black.

La nuova era, insomma, è meravigliosamente iniziata, e siamo solo all’inizio.

http://www.beyonce.com/

Pillola#173 – David Bowie

David-Bowie-Coloured-Painting

“Guardate qui, sono in paradiso.
Ho cicatrici che non possono essere viste.
Ho i miei drammi personali, non possono essere rubati.
Tutti mi conoscono adesso.”

David Bowie (Londra, 8 gennaio 1947 – New York, 10 gennaio 2016)

“Hello”: finalmente online il nuovo video di Adele

E dopo l’annuncio dell’album, dal titolo “25” e nei negozi dal 20 novembre, abbiamo finalmente anche il nuovo singolo: parliamo di Adele e della canzone “Hello“. Profetico l’incipit: “Ciao, sono io. Mi chiedevo se dopo tutti questi anni ti andrebbe di incontrarmi e parlare di tutto. Dicono che il tempo ti guarisce, ma non è che sia guarita molto…”. La canzone, una potente ballad che ci ricorda, se mai lo avessimo dimenticato, quanto sia ipnotica la voce della cantante di Nottingham, è una lettera di scuse ad un amore passato. E il video richiama elegantemente queste sensazioni: girato nella campagna canadese intorno alla città di Montreal vede Adele ritornare, dopo tanto tempo, in una casa impolverata per riprendere in mano la sua vita, se stesse, i suoi ricordi. Il regista è il canadese Xavier Dolan, fresco membro della giura di Cannes e già autore del pluripremiato “Mommy”. Welcome back Adele, ci sei mancata!

Adele 25

Pillola#167 – Adele

Adele

“Quando avevo 7 anni volevo averne 8. Quando ho avuto 12 anni ne avrei voluti avere 18. Dopo di che ho smesso di voler avere più anni. Mi sembra di aver trascorso tutta la vita con desideri sprecati. Augurandomi di non aver rovinato tante belle cose solo perché ero annoiata o avevo paura. Il mio ultimo disco parlava di una separazione, quindi se dovessi etichettare questo lo definirei di recupero. Recuperare me stessa. Recuperare il tempo perduto”. – Adele