Pillola#192 – Bebe Vio

Bebe Vio

“A 11 anni ho pensato al suicidio. Ma forse in realtà neanche capivo veramente il significato. Ho chiesto ai medici di uscire prima dall’ospedale perché era il mio compleanno, mio papà a casa mi faceva le medicazioni ma non avevo la morfina. Mi faceva molto male, urlavo ‘perché a me, perché a me’ e volevo suicidarmi. Mio papà mi ha chiesto ‘E come avresti intenzione di suicidarti?’ e io ‘Ora mi butto giù dal letto’. Ammetto di avere un letto americano, quindi è molto alto, ma ovviamente non abbastanza. Faccio per buttarmi giù, lui non ci credeva, mi ha preso al volo e mi ha rilanciata su e poi mi fa: ‘Bebe scusami, buttandoti giù dal letto non ti suicidi ma ti fai ancora più male e poi vieni a me a rompere le palle. Se vuoi me lo dici, siamo al secondo piano e ti porto alla finestra. Se ti butti da lì è sicuro’. Io rimasi così: avevo 11 anni, volevo suicidarmi e mio padre mi diceva ‘Guarda, il letto non funziona, se vuoi ti porto alla finestra’. A quel punto mi disse: ‘Bebe, ma non rompere le palle che la vita è una figata!’. E io sono rimasta lì a pensare che la parte dura era finita e a quel punto era tutto relativamente in discesa. È stata questa frase a illuminarci”. – Bebe Vio

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Pillola#190 – Barbara Alberti

Barbara Alberti

“Essere stronzi è la cosa più facile del mondo, è un concetto darwiniano che applichiamo piuttosto bene. La sopraffazione è banale. Non essere stronzi significa vivere la vita in maniera dignitosa e avventurosa, ed è dunque complicato.” – Barbara Alberti 

Pillola#183 – Maya Angelou

Maya Angelou

“Tu puoi scrivere di me nella storia,
con le tue bugie amare e contorte.
Puoi calpestarmi nella sporcizia
ma io, come la polvere, mi solleverò.

La mia sfacciataggine ti irrita?
Perché sei assediato dalla malinconia?
Perché io cammino come se avessi pozzi di petrolio
che sgorgano nel mio salotto.
Proprio come le lune e i soli,
con la certezza delle maree,
proprio come la speranza che alta si slancia,
ancora io mi solleverò.

Volevi vedermi spezzata?
Con la testa china e gli occhi bassi?
Le spalle cadenti come lacrime.
Indebolita dal mio pianto, che viene dall’anima.
La mia superbia ti offende?
Non prenderla così male.

Perché io rido come se avessi miniere d’oro
scavate nel mio cortile.
Puoi spararmi con le tue parole.
Puoi ferirmi con i tuoi occhi.
Puoi uccidermi con il tuo odio,
ma io, come l’aria, mi solleverò.

E’ la mia sensualità a disturbarti?
Ti arriva come una sorpresa,
il fatto ch’io danzi come se avessi diamanti
all’incrocio delle mie cosce?

Fuori dalle capanne della vergogna della storia,
mi sollevo.
Su, da un passato che ha le radici nel dolore,
mi sollevo.
Sono un oceano nero, ampio, che balza,
zampillando e gonfiandomi, genero nella marea.
Lasciando alle spalle notti di terrore e paura,
mi sollevo.
In un’alba che è meravigliosamente chiara,
mi sollevo.
Portando i doni che i miei antenati mi diedero,
io sono il sogno e la speranza dello schiavo.

Mi sollevo.
Mi sollevo.
Mi sollevo.”

Maya AngelouAncora io mi solleverò

Pillola#181 – Marco Pannella

Marco Pannella

“Ma io sono un cornuto divorzista, un assassino abortista, un infame traditore della patria con gli obiettori, un drogato, un perverso pasoliniano, un mezzo-ebreo mezzo-fascista, un liberalborghese esibizionista, un nonviolento impotente. Faccio politica sui marciapiedi.” – Marco Pannella (1930 – 2016)

Pillola#179 – Prince

Prince

“Quando un giorno sfumerà nell’ultimo giorno dei tempi potrò dire di desiderare di averti tra queste braccia, E quando la notte cadrà su quel giorno, piangerò. Piangerò lacrime di gioia perché dopo di te, tutto ciò che si può fare è morire.” – Prince (Minneapolis, 7 giugno 1958 – Chanhassen, 21 aprile 2016)

Pillola#177 – Zaha Hadid

Zaha Hadid

“L’architettura è davvero benessere. Penso che la gente voglia sentirsi bene in uno spazio. Da un lato si tratta di un riparo, dall’altro si tratta anche di un piacere.” – Zaha Hadid (1950 – 2016)

Pillola#176 – Elena Ferrante

Elena Ferrante, L'Amica Geniale

“Quando si è al mondo da poco è difficile capire quali sono i disastri all’origine del nostro sentimento del disastro, forse non se ne sente nemmeno la necessità. I grandi, in attesa di domani, si muovono in un presente dietro al quale c’è ieri o l’altro ieri o al massimo la settimana scorsa: al resto non vogliono pensare. I piccoli non sanno il significato di ieri, dell’altro ieri, e nemmeno di domani, tutto è questo, ora.” – Elena Ferrante (da L’Amica Geniale)