Pillola#188 – Virginia Raffaele

“Ci sono paure reali e paure immaginarie. Ieri era la giornata mondiale contro l’omotransfobia. Era una giornata contro la paura. Ora, in un Paese come questo, devastato dalla crisi economica, dalla permanente instabilità politica che deve fronteggiare terremoti, affrontare il dramma del lavoro, resistere ad Equitalia, ancora si ha la testa, si ha lo spirito e si trovano le energie per avere paura di chi vuole amarsi semplicemente come gli pare. Ma è mai possibile. Forse tra tutte le paure questa è la più stupida. No? Dicono tutti così” – Virginia Raffaele 

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La poesia di “Moonlight”

Moonlight - Poster

Quei silenzi che raccontano più di qualsiasi parola, quegli sguardi che comunicano una perenne lotta tra paura e disperazione, un metaforico battesimo in acqua che ricorda la pietà michelangiolesca, la delicata poesia di un celato desiderio sessuale, il contrasto tra un corpo solido e un’anima fragile: tutto questo è “Moonlight“, il bellissimo film d’esordio di Barry Jenkins, che racconta in tre atti l’infanzia, l’adolescenza e la giovane età di Chiron, un ragazzo che vive a Liberty City – il ghetto nero e povero di Miami – ed è afflitto dal dramma di vivere con una mamma tossica, dalla solitudine nello scoprirsi omosessuale e dal terrore di fronteggiare i codici machisti dei suoi coetanei. Un racconto intenso, delicato, che convince nella sottrazione: si poteva dire e mostrare tanto, ma il regista ha scelto di accennare. Il racconto è dunque il bellissimo vento che tira sulla spiaggia caraibica di Miami e fa sentire tutti sospesi e felici, è insegnare ad un ragazzino a nuotare e strapparlo alla strada, è toccare la sabbia nei momenti intimi, è cucinare una cena alla persona amata che non si vede da anni: è proprio lì, in queste scene, che arrivano – potenti – tutte le emozioni di questi “ragazzi neri che sono blu sotto la luna”. Da applausi e da – meritato – Oscar.

Foto del Giorno – Il bambino che tenta di fermare il corteo omofobo

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Il fotografo messicano Manuel Rodríguez ha pubblicato sul suo profilo Facebook una fotografia scatta a Celaya, in Messico, che mostra un bambino con le braccia allargate nel bel mezzo di una strada: sta cercando di fermare il corteo omofobo organizzato dal “Fronte Nazionale per la Famiglia”, che tenta di opporsi alla modifica della costituzione messicana che permetterebbe alle persone dello stesso sesso di sposarsi. Nella didascalia, Rodriguez scrive: «Mi viene la nausea vedendo così tanta omofobia tutta insieme, ma preferisco portare con me l’immagine di questo ragazzo che cerca da solo di “fermare” la manifestazione». Il bambino, di soli 12 anni, è stato raggiunto dal fotoreporter per capire il perché del suo gesto: “Ho uno zio gay e non voglio che sia odiato” è stata la sua risposta.

L’Italia dice sì alle unioni civili e Roma si tinge di colori rainbow!

Ieri, mercoledì 11 maggio 2016, è stata una giornata storica per l’Italia poiché è stata finalmente approvata la legge sulle unioni civili che dà finalmente diritti alle coppie omosessuali e alle coppie di fatto. Per celebrare, Roma si è tinta dei colori rainbow: la facciata del Colosseo e della Fontana di Trevi sono state infatti arricchite da installazioni luminose sul tema dell’amore e della libertà di amare. #LoveWins!

Pillola#176 – Monica Cirinnà

Monica Cirinnà

“La Costituzione è stata scritta avendo in mente il passato, il presente e il futuro. Considerando chi aveva già la voce per farsi sentire e chi ancora non aveva trovato spazio nella comunità politica, come le persone omosessuali, oggetto di un pervasivo e doloroso stigma sociale.

Queste persone per troppo tempo assenti e taciute , noi oggi le rendiamo finalmente presenti al resto della comunità politica, riconosciamo la loro esperienza di vita familiare come una realtà meritevole di tutela, perché attinente alla loro dignità personale.

Così, concretamente, realizziamo quella parte di Costituzione scritta per gli assenti, quegli assenti, individui adulti bambini famiglie, che finalmente diventano presenti, con pari diritti e dignità già riconosciuti agli altri cittadini .

Colleghi, da che parte vorremo farci trovare dai nostri figli e dai nostri nipoti, quando fra trent’anni torneranno a leggere i resoconti di queste sedute? Dalla parte di chi ha creduto possibile far muovere all’Italia il primo e tanto atteso passo verso l’eguaglianza? O dalla parte di chi ha visto nella Costituzione il patrimonio di pochi privilegiati, e nell’estensione di diritti un pericolo?”

Monica Cirinnà, 2 febbraio 2016

“I’m Tired”: il progetto fotografico che combatte le discriminazioni

Affrontare quotidianamente la discriminazione – anche quando non è intenzionale – può essere estenuante. Per questo motivo due giovani fotografi – Paula Akpan e Harriet Evans – hanno deciso di mettere luce su questa battaglia che molte persone sono costrette a combattere con un fotoprogetto dal titolo “I’m Tired“: sono stanca di essere la donna nera sempre arrabbiata, sono stanco che mi si chieda quando sono “diventato gay”, sono stanco di essere considerato troppo magro per essere un ragazzo, sono stanco di non avere le stesse opportunità a causa del mio genere. Omofobia, misoginia e razzismo sono solo alcuni di esempi delle micro aggressioni che sono riportate sulla schiena dei ragazzi e delle ragazze che le subiscono quotidianamente. Un progetto intelligente, molto potente, che ha l’obiettivo di sfatare gli assunti che vogliono l’essere umano omologato ai suoi simili e che dovrebbe essere visto da più gente possibile.

http://theimtiredproject.tumblr.com/

Pillola#164 – Skin

SKIN“Unioni civili? I tempi sono maturi perché anche l’Italia salga sulla barca su cui sta salendo tutto il mondo. Capisco che avere qui la Chiesa renda le cose più complicate, ma questo cambiamento deve avvenire. Non capisco che cosa ci sia di pericoloso: ci sono ancora abbastanza eterosessuali al mondo perché la razza umana non si estingua. E se ci estingueremo sarà per quello che stiamo facendo all’ambiente, non certo per colpa dei gay. Anni fa – non tantissimi per la verità – neri e bianchi non potevano sposarsi: se ci pensiamo adesso, non sembra una cosa stupida? Succederà lo stesso ripensando alle battaglie per i diritti omosessuali. L’Italia dovrà cambiare se vuole continuare a essere vista come un Paese progredito. E anche la Chiesa deve evolversi, i ragazzini sentono le opinioni sui gay, sulle donne e pensano: è allucinante. E si allontanano dalla fede. Ma non credo spetti a una rock star inglese spiegare agli italiani cosa dovrebbe fare l’Italia, lo sapete già voi come si fa a cambiare” – Skin (Vanity Fair, Settembre 2015)